La verifica periodica degli strumenti di misura

Tutte le aziende sono tenute a controllare la “bontà” dei propri strumenti di misurazione. Questo controllo viene eseguito tramite le verifiche di taratura, previste ad intervalli di tempo prefissati. Questa operazione serve a conoscere le caratteristiche metrologiche dello strumento, fondamentali per capire se è utilizzabile all’interno del processo aziendale al quale è stato assegnato. Le aziende costruttrici consigliano di controllare gli strumenti ad intervalli regolari ogni 1/2 anni. Le tempistiche consigliate dalle aziende non sono un’imposizione, ma solo un suggerimento, poiché l’intervallo di taratura viene deciso solitamente dall’utilizzatore, in funzione della tipologia e della frequenza di utilizzo dello strumento.

Non tutti sanno però che i risultati di una taratura sono validi nel momento e nelle condizioni in cui viene eseguita. Questo significa che già nei primi istanti successivi alle misure, le stesse se ripetute, possono differire da quelle precedentemente registrate.

A maggior ragione se uno strumento viene utilizzato spesso in ambienti che possono pregiudicare le sue caratteristiche, o viene utilizzato per verificare processi molto sensibili, si deve decidere di eseguire controlli più ravvicinati, rispetto a quelli consigliati dalla casa madre. L’incremento dei controlli di taratura rende più onerosa la gestione del singolo strumento, pertanto in alcuni casi, per non gravare sui costi, è sufficiente eseguire dei controlli intermedi o verifiche periodiche.

Ma fra un intervallo di taratura ed un altro, cosa può accadere? Purtroppo può accadere di tutto, una manovra di misura errata, un sovraccarico, o un’accidentale caduta ed è proprio per questo motivo che è fondamentale eseguire i controlli intermedi (fra una taratura e la successiva), per capire se lo strumento rientra nelle sue capacità metrologiche, e può essere utilizzato.

Ma cos’è la verifica periodica o intermedia. La verifica periodica è uno strumento importante che permette di capire, tramite un confronto di misura, se lo strumento sotto esame mantiene nel tempo le sue caratteristiche metrologiche.

Ma come faccio ad eseguire la verifica intermedia? Se si utilizzano strumenti di gestione semplici ed efficaci come il software di gestione ByteGS, l’esecuzione del controllo intermedio è di facile realizzazione. Si tratta di andare a verificare lo strumento sotto esame, su un numero limitato di punti di misura, rispetto alla taratura. Per fare questo Bytegs vi dà la possibilità di inserire e configurare i punti di verifica, ed è in grado di fornirvi l’esito del controllo eseguito.

In base alla tipologia di strumento e all’utilizzo che se ne deve fare, spesso è necessario eseguire questi controlli ad intervalli brevissimi, in alcuni casi queste verifiche vanno eseguite prima di ogni utilizzo dello strumento. La difficoltà nel mantenere questa grande mole di registrazioni e notevole, in particolare se non si hanno a disposizione mezzi adeguati per eseguire e gestire tutte queste misure.

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Parlare la giusta lingua in metrologia, differenza tra taratura e calibrazione

Le parole sono importanti

Palombella rossa, film italiano del 1989 diretto e interpretato da Nanni Moretti.

L’utilizzo di parole corrette in metrologia è molto importante, per farsi capire bisogna parlare la stessa lingua.

Per trasferire le corrette informazioni, è fondamentale utilizzare termini appropriati.

Il Vocabolario di Metrologia Internazionale

Negli anni ’80 i metrologi di fama mondiale hanno intuito, l’esigenza di uniformarsi, favorendo lo scambio di informazioni, in modo corretto, certo, di fatto eliminando i fraintendimenti generati fino a quel giorno.

Nacque così nel 1984 a cura dell’ISO (International Organization for Standardization, trad. Organizzazione internazionale per la normazione), il primo Vocabolario di Metrologia Internazionale, nel quale sono definiti i concetti fondamentali e generali utilizzati in metrologia. Negli anni il VIM si è evoluto diventando una vera e propria Norma, la UNI CEI 70099.

Ma cosa significa realmente usare termini corretti?

Per farvi un esempio, uno dei termini spesso utilizzati in Italiano per definire la taratura, è la parola calibrazione. Questa parola, frequentemente utilizzata da chi si occupa di misure, è infatti da bandire, poiché deriva dalla traduzione inglese del termine Calibration. Proviamo ora, con l’utilizzo del V.I.M., a capire cosa realmente significano questi termini.

Riportandolo da VIM:

Taratura: operazione eseguita in condizioni specificate, che in una prima fase stabilisce una relazione tra i valori di una grandezza, con le rispettive incertezze di misura, forniti da campioni di misura, e le corrispondenti indicazioni, comprensive delle incertezze di misura associate, e in una seconda fase usa queste informazioni per stabilire una relazione che consente di ottenere un risultato di misura a partire da un’indicazione.

Il VIM inoltre aggiunge la seguente nota nazionale: Il termine «calibrazione» non dovrebbe essere usato per designare la taratura, proprio perché di per sé forviante.

Il termine calibrazione, correttamente tradotto in inglese con adjustment, produce un significato differente, poiché in metrologia il termine aggiustamento (adjustment) significa regolazione di un sistema di misura.

Questo termine è descritto nel VIM nel seguente modo.

Regolazione di un sistema di misura (aggiustamento): insieme di operazioni svolte su un sistema di misura, affinché esso fornisca indicazioni prescritte in corrispondenza di determinati valori di grandezze da sottoporre a misurazione. Nella nota 2 del VIM infatti si precisa: La regolazione di un sistema di misura non dovrebbe essere confusa con la sua taratura, che è un prerequisito della regolazione.