La Gestione Strumenti vola sul Cloud!

Vi abbiamo ascoltato…

La rivoluzione di questi ultimi anni, sta modificando largamente il modo di lavorare, con un orientamento più collaborativo e condiviso.

I dati si spostano sul Cloud per essere accessibili da qualsiasi dispositivo e praticamente ovunque ci sia una connessione internet.

Abbiamo ritenuto che fosse il momento di dare ai nostri clienti una piattaforma che aiuti la COLLABORAZIONE tra chi fa le tarature e chi gestisce gli strumenti.

In pratica con la nuova piattaforma i Laboratori potranno gestire direttamente i parchi strumenti dei clienti, e il cliente accedere ai dati in tempo reale. Questo permette di fornire un servizio sempre più attento alle aziende che non hanno risorse da dedicare alla gestione degli strumenti, ma devono dimostrare la rispondenza ai requisiti normativi.

Per le aziende che hanno diversi siti o diverse ubicazioni e vogliono poter monitorare con attenzione l’attività, potranno cercare rapidamente l’ubicazione dello strumento, vederne lo stato.

Senza tralasciare le richieste di notifiche via mail, non perdere più i dati memorizzati su disco fisso e tante altre funzionalità che implementeremo nel 2020.

Per chi si prenota fino prima del lancio ufficiale (previsto per fine Febbraio) e per i clienti ByteGS sono disponibili sconti e vantaggi.

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La verifica periodica degli strumenti di misura

Tutte le aziende sono tenute a controllare la “bontà” dei propri strumenti di misurazione. Questo controllo viene eseguito tramite le verifiche di taratura, previste ad intervalli di tempo prefissati. Questa operazione serve a conoscere le caratteristiche metrologiche dello strumento, fondamentali per capire se è utilizzabile all’interno del processo aziendale al quale è stato assegnato. Le aziende costruttrici consigliano di controllare gli strumenti ad intervalli regolari ogni 1/2 anni. Le tempistiche consigliate dalle aziende non sono un’imposizione, ma solo un suggerimento, poiché l’intervallo di taratura viene deciso solitamente dall’utilizzatore, in funzione della tipologia e della frequenza di utilizzo dello strumento.

Non tutti sanno però che i risultati di una taratura sono validi nel momento e nelle condizioni in cui viene eseguita. Questo significa che già nei primi istanti successivi alle misure, le stesse se ripetute, possono differire da quelle precedentemente registrate.

A maggior ragione se uno strumento viene utilizzato spesso in ambienti che possono pregiudicare le sue caratteristiche, o viene utilizzato per verificare processi molto sensibili, si deve decidere di eseguire controlli più ravvicinati, rispetto a quelli consigliati dalla casa madre. L’incremento dei controlli di taratura rende più onerosa la gestione del singolo strumento, pertanto in alcuni casi, per non gravare sui costi, è sufficiente eseguire dei controlli intermedi o verifiche periodiche.

Ma fra un intervallo di taratura ed un altro, cosa può accadere? Purtroppo può accadere di tutto, una manovra di misura errata, un sovraccarico, o un’accidentale caduta ed è proprio per questo motivo che è fondamentale eseguire i controlli intermedi (fra una taratura e la successiva), per capire se lo strumento rientra nelle sue capacità metrologiche, e può essere utilizzato.

Ma cos’è la verifica periodica o intermedia. La verifica periodica è uno strumento importante che permette di capire, tramite un confronto di misura, se lo strumento sotto esame mantiene nel tempo le sue caratteristiche metrologiche.

Ma come faccio ad eseguire la verifica intermedia? Se si utilizzano strumenti di gestione semplici ed efficaci come il software di gestione ByteGS, l’esecuzione del controllo intermedio è di facile realizzazione. Si tratta di andare a verificare lo strumento sotto esame, su un numero limitato di punti di misura, rispetto alla taratura. Per fare questo Bytegs vi dà la possibilità di inserire e configurare i punti di verifica, ed è in grado di fornirvi l’esito del controllo eseguito.

In base alla tipologia di strumento e all’utilizzo che se ne deve fare, spesso è necessario eseguire questi controlli ad intervalli brevissimi, in alcuni casi queste verifiche vanno eseguite prima di ogni utilizzo dello strumento. La difficoltà nel mantenere questa grande mole di registrazioni e notevole, in particolare se non si hanno a disposizione mezzi adeguati per eseguire e gestire tutte queste misure.

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Le unità del nuovo Sistema Internazionale di misura SI 2019

L’esigenza di misurare le grandezze fisiche è sempre stata oggetto di ricerca e di miglioramento dei metodi di misura, sin dal periodo in cui l’uomo utilizzava il baratto delle merci e il conseguente inserimento della moneta.

Le basi per arrivare al Sistema Internazionale delle unità di misura, furono gettate in Francia quando l’assemblea Nazionale Costituente, istituita appena dopo la rivoluzione francese, decise di unificare il sistema di pesi e misure, che in precedenza assumevano valori diversi in funzione del luogo in cui ci si trovava.

Le commissioni scientifiche elaborarono le definizioni del metro e del grammo e di seguito furono realizzati i due campioni in platino conservati a Parigi. Con il passare degli anni le definizioni cambiarono sino alla data del 20 maggio 1875, quando si istituì la Convenzione del Metro e l’ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure il BPIM. La prima Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM) si tenne nel 1899 definendo quali fossero le unità di misura del SI. Periodicamente il CGPM si riunisce per discutere eventuali cambiamenti da apportare per migliorare il Sistema Internazionale.

L’attuale Sistema Internazionale che è entrato in vigore il 20 maggio 2019, prevede l’adozione di 7 unità di base, per le seguenti grandezze fisiche:

  • Lunghezza;
  • Massa;
  • Tempo;
  • Corrente Elettrica;
  • Temperatura Termodinamica;
  • Quantità di Sostanza;
  • Intensità luminosa.

Dalle quali derivano tutte le altre unità di misura.

Ogni unità derivata è funzione di unità di base, come mostrato nella seguente tabella (non sono riportate tutte le unità derivate) di esempio:

Per queste unità si è resa necessaria la definizione di multipli ed i sottomultipli, ed è compito del CGPM di formulare i prefissi e i relativi simboli utilizzati in metrologia.

Definite le unità di misura si passa alla loro realizzazione, solitamente utilizzando tre procedimenti differenti:

  1. Realizzazione fisica dell’unità di misura, a partire dalla sua definizione, come ad esempio l’orologio atomico al cesio, che realizza l’unità di tempo.
  2. La realizzazione dell’unità basata su un fenomeno fisico, per esempio l’impiego di laser stabilizzati in frequenza per realizzare il campione del metro.
  3. Oppure l’adozione di un campione di misura materiale, come quello del chilogrammo campione di riferimento.

I campioni ottenuti dalla realizzazione delle unità di misura con l’utilizzo di equazioni fisiche sono detti campioni primari.

Il metodo di realizzazione tramite l’utilizzo di un’equazione della fisica, è detto metodo primario ed è una procedura impiegata per ottenere un risultato di misura senza eseguire un confronto con un campione di misura di una grandezza della stessa specie.

L’impiego del nuovo SI imporrà lo sviluppo di nuovi metodi di realizzazione dei campioni primari, con l’utilizzo delle conoscenze e delle tecnologie attuali, questa sarà la sfida degli istituti metrologici primari NMI per il raggiungimento di metodi sempre più performanti.

Nulla cambia invece nella vita quotidiana, anche in ambito lavorativo e non sarà necessario sostituire gli strumenti di misura che già abbiamo in azienda, poiché le esigenze di incertezza di misura per la taratura degli strumenti commerciali, sono di gran lunga superiori e pressoché ininfluenti nella vita misuristica di tutti i giorni.

Come mantenere le registrazioni degli strumenti di misura.

Quando si hanno più strumenti di misura in azienda è fondamentale avere a disposizione un valido aiuto per la registrazione e gestione delle informazioni riferite ad ognuno di essi. Si è soliti tenere queste registrazioni utilizzando programmi di videoscrittura come Word, o all’interno di fogli di calcolo (excel), ma questa pratica può essere utilizzata solo se si hanno pochissimi strumenti in azienda (massimo 2/3), per i quali non sono previsti interventi di manutenzione o interventi di taratura.

Quando ci si ritrova a gestire un parco strumenti più ampio e complesso, all’interno del quale si devono mantenere le registrazioni delle tarature, conferme metrologiche, verifiche intermedie, interventi di manutenzione e guasti, non è più possibile affidarsi a Word o Excel, ma bisogna valutare l’utilizzo di un database realizzato appositamente, che risulti più flessibile e congeniale a questo scopo. ByteGS è un database progettato su misura per le necessità di gestione del parco strumentale aziendale e dei laboratori di taratura.

Ha tutto quello che serve per garantire la conformità degli strumenti presenti
all’interno della vostra organizzazione.

Le schede strumento in esso contenute danno la possibilità di registrare le generalità dei vostri apparati di misura, di mantenere le registrazioni delle tarature eseguite e delle conferme metrologiche, ma anche degli interventi di manutenzione e dei costi gestionali. Potete inoltre inserire una foto del vostro strumento, per poterlo riconoscere a colpo d’occhio.

ByteGS vi dà anche la possibilità di preparare piani di taratura interni per qualsiasi tipologia di strumento, poiché è totalmente configurabile. La configurazione la potete eseguire voi, in totale autonomia, oppure vi potete affidare alle cure di chi ha progettato il software, in modo da potervi guidare durante le operazioni di personalizzazione e durante i primi utilizzi.

Con ByteGS non dovete più preoccuparvi delle conferme metrologiche e delle verifiche intermedie, vi basterà inserire i dati delle misure, ed il software si occuperà di dirvi se lo strumento è conforme, in base alle specifiche da voi inserite.

Le scadenze di taratura non sono più un problema, perché ByteGS vi avvisa in automatico e con largo anticipo, e vi ricorda anche presso quale laboratorio esterno inviare lo strumento.
Ma perché complicarsi la vita registrando tutto questo su un pezzo di carta? Le informazioni richieste dalle norme di gestione qualità, sono ormai così tante che è indispensabile l’utilizzo di un database in quanto più versatile, perché ha la possibilità di essere configurato a piacere, secondo le proprie esigenze.