La Gestione Strumenti vola sul Cloud!

Vi abbiamo ascoltato…

La rivoluzione di questi ultimi anni, sta modificando largamente il modo di lavorare, con un orientamento più collaborativo e condiviso.

I dati si spostano sul Cloud per essere accessibili da qualsiasi dispositivo e praticamente ovunque ci sia una connessione internet.

Abbiamo ritenuto che fosse il momento di dare ai nostri clienti una piattaforma che aiuti la COLLABORAZIONE tra chi fa le tarature e chi gestisce gli strumenti.

In pratica con la nuova piattaforma i Laboratori potranno gestire direttamente i parchi strumenti dei clienti, e il cliente accedere ai dati in tempo reale. Questo permette di fornire un servizio sempre più attento alle aziende che non hanno risorse da dedicare alla gestione degli strumenti, ma devono dimostrare la rispondenza ai requisiti normativi.

Per le aziende che hanno diversi siti o diverse ubicazioni e vogliono poter monitorare con attenzione l’attività, potranno cercare rapidamente l’ubicazione dello strumento, vederne lo stato.

Senza tralasciare le richieste di notifiche via mail, non perdere più i dati memorizzati su disco fisso e tante altre funzionalità che implementeremo nel 2020.

Per chi si prenota fino prima del lancio ufficiale (previsto per fine Febbraio) e per i clienti ByteGS sono disponibili sconti e vantaggi.

Se vuoi prenotare il tuo vantaggio o semplicemente chiederci informazioni CONTATTACI ORA +39 0532 458971 o SCRIVICI.

La verifica periodica degli strumenti di misura

Tutte le aziende sono tenute a controllare la “bontà” dei propri strumenti di misurazione. Questo controllo viene eseguito tramite le verifiche di taratura, previste ad intervalli di tempo prefissati. Questa operazione serve a conoscere le caratteristiche metrologiche dello strumento, fondamentali per capire se è utilizzabile all’interno del processo aziendale al quale è stato assegnato. Le aziende costruttrici consigliano di controllare gli strumenti ad intervalli regolari ogni 1/2 anni. Le tempistiche consigliate dalle aziende non sono un’imposizione, ma solo un suggerimento, poiché l’intervallo di taratura viene deciso solitamente dall’utilizzatore, in funzione della tipologia e della frequenza di utilizzo dello strumento.

Non tutti sanno però che i risultati di una taratura sono validi nel momento e nelle condizioni in cui viene eseguita. Questo significa che già nei primi istanti successivi alle misure, le stesse se ripetute, possono differire da quelle precedentemente registrate.

A maggior ragione se uno strumento viene utilizzato spesso in ambienti che possono pregiudicare le sue caratteristiche, o viene utilizzato per verificare processi molto sensibili, si deve decidere di eseguire controlli più ravvicinati, rispetto a quelli consigliati dalla casa madre. L’incremento dei controlli di taratura rende più onerosa la gestione del singolo strumento, pertanto in alcuni casi, per non gravare sui costi, è sufficiente eseguire dei controlli intermedi o verifiche periodiche.

Ma fra un intervallo di taratura ed un altro, cosa può accadere? Purtroppo può accadere di tutto, una manovra di misura errata, un sovraccarico, o un’accidentale caduta ed è proprio per questo motivo che è fondamentale eseguire i controlli intermedi (fra una taratura e la successiva), per capire se lo strumento rientra nelle sue capacità metrologiche, e può essere utilizzato.

Ma cos’è la verifica periodica o intermedia. La verifica periodica è uno strumento importante che permette di capire, tramite un confronto di misura, se lo strumento sotto esame mantiene nel tempo le sue caratteristiche metrologiche.

Ma come faccio ad eseguire la verifica intermedia? Se si utilizzano strumenti di gestione semplici ed efficaci come il software di gestione ByteGS, l’esecuzione del controllo intermedio è di facile realizzazione. Si tratta di andare a verificare lo strumento sotto esame, su un numero limitato di punti di misura, rispetto alla taratura. Per fare questo Bytegs vi dà la possibilità di inserire e configurare i punti di verifica, ed è in grado di fornirvi l’esito del controllo eseguito.

In base alla tipologia di strumento e all’utilizzo che se ne deve fare, spesso è necessario eseguire questi controlli ad intervalli brevissimi, in alcuni casi queste verifiche vanno eseguite prima di ogni utilizzo dello strumento. La difficoltà nel mantenere questa grande mole di registrazioni e notevole, in particolare se non si hanno a disposizione mezzi adeguati per eseguire e gestire tutte queste misure.

Non hai ancora un sistema per la gestione delle verifiche intermedie?

Esegui le verifiche intermedie ma vorresti un metodo più efficace?

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Le unità del nuovo Sistema Internazionale di misura SI 2019

L’esigenza di misurare le grandezze fisiche è sempre stata oggetto di ricerca e di miglioramento dei metodi di misura, sin dal periodo in cui l’uomo utilizzava il baratto delle merci e il conseguente inserimento della moneta.

Le basi per arrivare al Sistema Internazionale delle unità di misura, furono gettate in Francia quando l’assemblea Nazionale Costituente, istituita appena dopo la rivoluzione francese, decise di unificare il sistema di pesi e misure, che in precedenza assumevano valori diversi in funzione del luogo in cui ci si trovava.

Le commissioni scientifiche elaborarono le definizioni del metro e del grammo e di seguito furono realizzati i due campioni in platino conservati a Parigi. Con il passare degli anni le definizioni cambiarono sino alla data del 20 maggio 1875, quando si istituì la Convenzione del Metro e l’ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure il BPIM. La prima Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM) si tenne nel 1899 definendo quali fossero le unità di misura del SI. Periodicamente il CGPM si riunisce per discutere eventuali cambiamenti da apportare per migliorare il Sistema Internazionale.

L’attuale Sistema Internazionale che è entrato in vigore il 20 maggio 2019, prevede l’adozione di 7 unità di base, per le seguenti grandezze fisiche:

  • Lunghezza;
  • Massa;
  • Tempo;
  • Corrente Elettrica;
  • Temperatura Termodinamica;
  • Quantità di Sostanza;
  • Intensità luminosa.

Dalle quali derivano tutte le altre unità di misura.

Ogni unità derivata è funzione di unità di base, come mostrato nella seguente tabella (non sono riportate tutte le unità derivate) di esempio:

Per queste unità si è resa necessaria la definizione di multipli ed i sottomultipli, ed è compito del CGPM di formulare i prefissi e i relativi simboli utilizzati in metrologia.

Definite le unità di misura si passa alla loro realizzazione, solitamente utilizzando tre procedimenti differenti:

  1. Realizzazione fisica dell’unità di misura, a partire dalla sua definizione, come ad esempio l’orologio atomico al cesio, che realizza l’unità di tempo.
  2. La realizzazione dell’unità basata su un fenomeno fisico, per esempio l’impiego di laser stabilizzati in frequenza per realizzare il campione del metro.
  3. Oppure l’adozione di un campione di misura materiale, come quello del chilogrammo campione di riferimento.

I campioni ottenuti dalla realizzazione delle unità di misura con l’utilizzo di equazioni fisiche sono detti campioni primari.

Il metodo di realizzazione tramite l’utilizzo di un’equazione della fisica, è detto metodo primario ed è una procedura impiegata per ottenere un risultato di misura senza eseguire un confronto con un campione di misura di una grandezza della stessa specie.

L’impiego del nuovo SI imporrà lo sviluppo di nuovi metodi di realizzazione dei campioni primari, con l’utilizzo delle conoscenze e delle tecnologie attuali, questa sarà la sfida degli istituti metrologici primari NMI per il raggiungimento di metodi sempre più performanti.

Nulla cambia invece nella vita quotidiana, anche in ambito lavorativo e non sarà necessario sostituire gli strumenti di misura che già abbiamo in azienda, poiché le esigenze di incertezza di misura per la taratura degli strumenti commerciali, sono di gran lunga superiori e pressoché ininfluenti nella vita misuristica di tutti i giorni.

Condivisione e Collaborazione

Come sviluppatori siamo abituati ad utilizzare software di collaborazione.

Questi software forniscono bacheche accessibili ad un gruppo privato o pubblico, facilitando e velocizzando la comunicazione delle informazioni.

Durante una visita ad un cliente abbiamo capito quanto possa essere di aiuto nella gestione degli strumenti una collaborazione simile tra azienda e laboratorio.

Il nuovo ByteGS cloud sarà orientato alla collaborazione, permettendo un supporto anche pratico nella gestione del parco strumenti.

In uno scenario di collaborazione e condivisione delle informazioni sarà più semplice per l’officina o la piccola impresa poter dimostrare la corretta gestione del parco strumenti, senza doversi più occupare di inserire grandi moli di dati, ma potendoli visualizzare quando necessario.

Ci sono aziende che fanno prodotti eccellenti e spesso sono bocciate dalla burocrazia, siamo certi che un servizio di condivisione possa promuovere anche dal punto di vista della misura queste realtà.

Volete conoscere la nostra proposta?

Parlare la giusta lingua in metrologia, differenza tra taratura e calibrazione

Le parole sono importanti

Palombella rossa, film italiano del 1989 diretto e interpretato da Nanni Moretti.

L’utilizzo di parole corrette in metrologia è molto importante, per farsi capire bisogna parlare la stessa lingua.

Per trasferire le corrette informazioni, è fondamentale utilizzare termini appropriati.

Il Vocabolario di Metrologia Internazionale

Negli anni ’80 i metrologi di fama mondiale hanno intuito, l’esigenza di uniformarsi, favorendo lo scambio di informazioni, in modo corretto, certo, di fatto eliminando i fraintendimenti generati fino a quel giorno.

Nacque così nel 1984 a cura dell’ISO (International Organization for Standardization, trad. Organizzazione internazionale per la normazione), il primo Vocabolario di Metrologia Internazionale, nel quale sono definiti i concetti fondamentali e generali utilizzati in metrologia. Negli anni il VIM si è evoluto diventando una vera e propria Norma, la UNI CEI 70099.

Ma cosa significa realmente usare termini corretti?

Per farvi un esempio, uno dei termini spesso utilizzati in Italiano per definire la taratura, è la parola calibrazione. Questa parola, frequentemente utilizzata da chi si occupa di misure, è infatti da bandire, poiché deriva dalla traduzione inglese del termine Calibration. Proviamo ora, con l’utilizzo del V.I.M., a capire cosa realmente significano questi termini.

Riportandolo da VIM:

Taratura: operazione eseguita in condizioni specificate, che in una prima fase stabilisce una relazione tra i valori di una grandezza, con le rispettive incertezze di misura, forniti da campioni di misura, e le corrispondenti indicazioni, comprensive delle incertezze di misura associate, e in una seconda fase usa queste informazioni per stabilire una relazione che consente di ottenere un risultato di misura a partire da un’indicazione.

Il VIM inoltre aggiunge la seguente nota nazionale: Il termine «calibrazione» non dovrebbe essere usato per designare la taratura, proprio perché di per sé forviante.

Il termine calibrazione, correttamente tradotto in inglese con adjustment, produce un significato differente, poiché in metrologia il termine aggiustamento (adjustment) significa regolazione di un sistema di misura.

Questo termine è descritto nel VIM nel seguente modo.

Regolazione di un sistema di misura (aggiustamento): insieme di operazioni svolte su un sistema di misura, affinché esso fornisca indicazioni prescritte in corrispondenza di determinati valori di grandezze da sottoporre a misurazione. Nella nota 2 del VIM infatti si precisa: La regolazione di un sistema di misura non dovrebbe essere confusa con la sua taratura, che è un prerequisito della regolazione.